QUANDO ABBIAMO PERSO LA NOSTRA MORALE?

QUANDO ABBIAMO PERSO LA NOSTRA MORALE?

In questi ultimi giorni le notizie di cronaca lasciano molti argomenti su cui riflettere, in particolare gli avvenimenti accaduti a Manduria e a Viterbo mi hanno fatta a lungo riflettere sulla deriva della nostra società. 

A Cassino un bimbo è stato strangolato dalla mamma mentre il padre si è limitato a osservare, la colpa del bimbo è stata l’aver interrotto un rapporto sessuale dei genitori. 

A Manduria un uomo è morto nell’indifferenza di un intero paese, che sapeva , tutti sapevano ma dove nessuno è intervenuto. 

A Viterbo una ragazza (una delle tante a onor di cronaca) è stata violentata e dove chi sapeva ha cercato di nascondere il fatto. 

Tralascio i dettagli di cronaca che si possono trovare nei siti delle maggiori testate giornalistiche che si sono occupate di questi argomenti. 

Quello su cui vorrei aprire una riflessione è il fatto che in questi tre casi (cito solo questi ma immagino, mio malgrado, che ce ne siano di più numerosi) è il fatto che il filo conduttore di questi tre articoli è la completa assenza di una morale e di un’etica per il rispetto della vita altrui. 

L’indifferenza di un padre che lascia che la moglie strangoli il proprio figlio per un motivo che trovo a dir poco assurdo, in tutto il mondo i bambini interrompono dei momenti di intimità fra i genitori e due persone dotate di normale intelletto semplicemente si comportano da genitori e non come serial killer “dei peggiori bar di Caracas”. 

L’indifferenza di un paese che sapeva e che non ha alzato un dito per porre fine a una situazione che si protraeva da tantissimo tempo; non una persona che abbia dato un fermo a questa baby gang, non uno che sia andato da uno dei genitori a dire “ma lo sai che cosa fa tuo figlio a questa persona?!” e la cosa che trovo maggiormente assurda è l’atteggiamento di questi genitori (come è avvenuto in tantissimi casi di cronaca) che si limita a giustificare il comportamento disumano dei propri figli.  

Ho letto addirittura di una madre che avrebbe commentato il comportamento vessatorio del figlio giustificandolo per via del fatto che nel paese non ci sono attrattive per i giovani ma solo dei bar, come a dire che se nel resto del mondo in ogni paese non avessimo un parco divertimenti allora saremmo giustificati ad ammazzare la gente perché ci si annoia, qualcuno spieghi alla signora che lo stesso principio allora dovrebbe applicarlo se qualcuno avesse fatto le stesse cose a suo figlio, ma immagino che sarebbe stata la prima a chiedere giustizia davanti alle forze dell’ordine e alle telecamere, però visto che suo figlio si annoiava allora lo si giustifica, poco importa se a morire è qualcuno di dimenticato. 

Non so se qualcuno si sia preso la briga di rispondere a questa signora, ma io avrei piacere di informarla che anche non avendo Mirabilandia o Gardaland sotto casa si può anche evitare di provocare la morte di una persona, se ci si annoia basta anche solo comprarsi un libro, fare un abbonamento a Netflix o a Rai Play (tanto per citarne due) visto che ormai il cellulare lo dovete far avere ai figli già dalla materna. 

Non è che se io mi annoio sono giustificata a legare a una sedia un povero cristo e torturarlo insieme ai miei amici, oltre al fatto che se proponessi una cosa simile ai miei amici due pedate nel sedere come minimo mi arriverebbero perchè fra le mie amicizie fortunatamente posso annoverare anche chi mi fa notare gli errori e non solo i pregi. 

A Viterbo invece rasentiamo l’assurdo poiché i genitori e i parenti , una volta visto il video dello stupro ai danni di questa donna non solo si sono premurati di non dare due calci nel sedere ai due stupratori, ma si sono anche prodigati in consigli del tipo “cancella i video”, “butta il telefonino”, “resetta il cellulare”, etc,  come se così facendo non fosse mai avvenuto. 

Ora io non so in che famiglie sono cresciute queste persone ma mi sembra che stiamo rasentando dei livelli di disumanità che sfiorano l’imbarazzante se già non ci sono entrati a pieno titolo. 

Partendo dal presupposto che nelle famiglie di adesso non vigono più i NO, ai figli bisogna dare sempre tutto, bisogna sempre assecondarli, bisogna sempre soddisfare le loro pretese, perchè? Perché non si può dare un fermino ogni tanto? Anche quelli sono educativi, non è mai morto nessuno per un no, la nostra generazione (per non parlare di quelle dei nostri genitori e dei nostri nonni) sono cresciute a suon di NO e anche a suon di due scapaccioni. 

Adesso no, alla prima sculacciata entrano in campo: psicologo, assistente sociale, psicanalista, etc., ovvio che questo non vuol dire che bisogna riempire di botte i figli, ci mancherebbe, ma tutti noi abbiamo preso una sculacciata da bambini (meritata moltissime volte) e siamo ancora qua, anzi spesso ringraziamo proprio per avercela data quando serviva; non vogliamo alzare le mani? Lecito, ai nostri tempi esistevano ancora le punizioni, quelle serie, non quelle da “ti tolgo il cellulare” per poi darglielo dopo 10 minuti perchè fanno le crisi isteriche. 

Cresciamo piccoli “mini-me” che fino alla prima elementare non si sentono mai messi in discussione, poi una volta iniziata la vita scolastica al primo rimprovero dell’insegnante si scatena la tragedia. Genitori arrabbiati come dei Kmer Rossi che entrano in classe urlando come aquile con una crisi isterica che inveiscono contro l’insegnante se va bene o lo menano se va male. 

Quando ero piccola io se tornavo a casa con una nota, oltre alla sgridata dell’insegnante a casa prendevo il resto del cazziatone da parte dei miei, punizione annessa, mentre il giorno dopo i miei chiedevano SCUSA alla maestra se mi ero comporta male. 

Apriamo YouTube e vediamo fior fiore di video di ragazzi che sbeffeggiano i prof, li provocano, gli parlano a muso duro. 

Poi una volta che viene segnata la nota il genitore di turno anziché chiedersi che razza di maleducato sta crescendo va pure a inveire contro quel povero insegnante che anno dopo anno deve avere a che fare col frutto della mancata educazione genitoriale. 

Perché forse è questo che inizia già da un pezzo a sfuggirci, l’educazione non è compito della società ma dei genitori. 

Non è la scuola che deve educare i vostri figli ma siete voi genitori che dovreste trasmettere i valori etici e morali del vivere in società, del rispetto per l’altro, del giusto e dello sbagliato. 

Non esiste da nessuna parte che se nostro figlio se la prende con qualcuno di più debole il consiglio migliore che riusciamo a dargli è “resetta il telefono”, dovremmo prenderlo noi a calci nel sedere e portarlo a costituirsi, anzi dovrebbe fermarsi ancora prima di fare una cosa sbagliata proprio perchè consapevole che lo sia. 

Non esiste che un padre consenta alla moglie di strangolare il figlio per aver interrotto un rapporto sessuale senza battere ciglio, perchè allora mi viene da dire che per tutta la gente che cerca di creare una famiglia senza riuscirci allora certe persone i figli non li meriterebbero proprio. 

Perché in un intero paese anche chi ha sollevato il problema ai servizi sociali ha visto poi andare in fumo la segnalazione? Perché tutti sapevano ma alla fine nessuno ha mosso un dito?  

Perché bisogna sempre giustificare tutto quello di sbagliato che fanno i figli? 

In nome di cosa la noia, il calpestare la volontà di una donna ad essere consenziente a un rapporto, la rabbia per un momento di intimità interrotto giustificano il comportarsi come il peggio del peggio? 

Ma non ci si chiede mai che razza di persone stiamo consegnando alla società se nessuno mette in dubbio la capacità di saper discernere il bene dal male dei nostri figli? 

Non so fino a che punto l’amore genitoriale riesca a non farci vedere la realtà dei fatti o fino a che punto sia più comodo non volerla vedere. 

Perché laddove un figlio calpesti la dignità e la vita di un’altra persona è chiaramente un segnale del fallimento delle proprie capacità di genitore. Un figlio che non sia colto minimamente da un senso di colpa per l’aver distrutto la vita altrui è lo specchio di un fallimento della famiglia a maggior ragione se per primi sono proprio i genitori a sminuire persino le azioni più riprovevoli; ma ancor peggio è il voler dare sempre la colpa alla società che non li ha educati, la società raccoglie e a volte influisce su quello che avete creato voi genitori e se per primi non riuscite a discostarvi moralmente dalle azioni dei vostri figli allora la colpa è anche vostra di quello che fanno al prossimo. 

Concludo con una frase di Mark Twain “il fatto che l’uomo sappia distinguere il giusto dallo sbagliato prova la sua superiorità intellettuale sulle altre creature, ma il fatto che egli possa agire in modo sbagliato prova la sua inferiorità morale rispetto a qualsiasi creatura che non può farlo”, sperando che qualcuno possa trarre qualche spunto di riflessione perchè non si può sempre giustificare ogni cosa sbagliata nascondendosi dietro a una scusa o dando sempre e solo la colpa agli altri

Laura Berti

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Antropologo informatico, Trauma Nurse, memetista, influencer, blogger, editor e ghostwriter. Studio Management Delle Associazioni Sanitarie. Scrivo testi gratuiti per editori online.
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