Mise en place

Mise en place

Le persone naturalmente ossessionate cadono in genere in uno dei due campi: l’uomo pulito o l’uomo delle caverne. Se sei il primo, sei iperorganizzato. Se sei il secondo, sei sepolto nel caos. I tuoi capelli sembrano essere stati fulminati. I tuoi pantaloni sono arricciati, forse anche al rovescio.

Tutte le menti ossessive come la mia sono miniere di sinapsi che sparano casualmente e idee sparse, ecco perché necessitano di ambienti fisici ordinati e strutturati.

E Vuoti

Il vuoto mi tiene sano di mente e in attività. Uno spazio vuoto e organizzato impone la disciplina e ritira la mente dai voli selvaggi.

Lo chef francese pluripremiato e superstar culinario Daniel Boulud lo capisce.

Boulud è maniaco della pulizia e dell’ordine. Quanto maniacale? Bene, ha ammesso di usare un puntatore laser del suo ufficio sopraelevato, una sorta di “nido di corvo” racchiuso in vetro appollaiato sopra la cucina, per evidenziare le carenze del suo staff.

A quanto pare, l’ordine, la precisione e l’organizzazione non sono l’opposto della creatività; la abilitano.

Come fare Mise en place

Quando lavori come un uomo delle caverne e lasci cadere le piccole cose sul ciglio della strada, tutto cade sul ciglio della strada. Li rimane, si perde.

Smetti di equiparare la sciattezza all’essere creativo o tagliente. Questo è un mito.

Ignorare i punti e le virgole non ti rende un grande scrittore; ti rende il peggior poeta del mondo.

Ho visto scrittori ossessionati e brillanti con scrivanie pulite come uno piatto e progettisti di prodotti con laptop in cui potresti mangiare.

Una icona basta, un cucchiaio basta, ed a volte avanza.

Meno Mind Wandering, più Mise en place

holyghostpro

Antropologo informatico, Trauma Nurse, memetista, influencer, blogger, editor e ghostwriter. Studio Management Delle Associazioni Sanitarie. Scrivo testi gratuiti per editori online.

Rispondi

Chiudi il menu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: