La prossima peste sta arrivando. L'Occidente è pronto?

La prossima peste sta arrivando. L'Occidente è pronto?

Cento anni fa, nel 1918, una varietà di influenza H1N1 spazzò il mondo. Potrebbe aver avuto origine nella Contea di Haskell, nel Kansas, o in Francia o in Cina, ma presto fu ovunque.

In due anni uccise fino a 100 milioni di persone, il 5% della popolazione mondiale, e molto più del numero di morti nella prima guerra mondiale. Uccise non solo i giovani, i vecchi e i malati, ma anche i forti e in forma, abbattendoli attraverso le loro violente risposte immunitarie. Ha ucciso così rapidamente che gli ospedali hanno finito i letti, le città hanno finito le bare e i coroner non sono stati in grado di soddisfare la richiesta di certificati di morte. Ha abbassato l’aspettativa di vita degli occidentali di oltre un decennio.

“L’influenza ha ridisegnato le popolazioni umane più radicalmente di qualsiasi altra cosa dopo la morte nera”, ha scritto Laura Spinney in Pale Rider, il suo libro del 2017 sulla pandemia. Fu uno dei disastri naturali più mortali della storia, un potente promemoria della minaccia rappresentata dalla malattia.

Il mondo occidentale e’ governato da sovranisti, cospirazionisti e distratti. Non dovremmo sottovalutare ciò che potrebbe significare.

L’umanità è ora nel mezzo del suo periodo di cambiamento più veloce di sempre. Nel 1918 c’erano quasi 2 miliardi di persone in vita; ora ci sono 7,6 miliardi e sono emigrati rapidamente nelle città, che dal 2008 ospitano più della metà di tutti gli esseri umani. In queste folte folle, i patogeni possono diffondersi più facilmente e sviluppare più rapidamente la resistenza ai farmaci. Non a caso, il numero totale di focolai per decennio è più che triplicato dagli anni ’80.

Sebbene gl’Occidente sia enormemente più ricco del Congo o della Siria o della Australia, i lamenti che ho sentito in tutti i paesi su come le cose potrebbero andare male sono incredibilmente simili.


Penso ai sopravvissuti di Kikwit e al modo in cui la nostra connessione è sia la fonte della nostra più grande vulnerabilità sia i potenziali mezzi della nostra salvezza.

Penso se sia possibile rompere il vecchio ciclo di panico e abbandono, per passare completamente dal complesso “Débrouillez-vous” a “Nous sommes”.

Dal fattelo da solo a facciamolo insieme insomma.

Penso a questo, mentre guardo verso Est attraverso il Pacifico, bloccato nell’ombra del mondo, fino a quando finalmente l’alba sopraggiunge.

Prima della prossima Pandemia

https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6

Claudio Torbinio

Antropologo informatico, Trauma Nurse, memetista, influencer, blogger, editor e ghostwriter. Studio Management Delle Associazioni Sanitarie. Scrivo testi gratuiti per editori online.