Coronavirus Covid-19 in Giappone: superate le 10mila vittime. Lo stato di emergenza esteso a tutto il territorio nazionale

(Tokyo) – Nella sua omelia del giorno di Pasqua l’arcivescovo di Tokyo, mons. Tarcisio Isao KiKuchi, ha detto: “Ora la comunità ecclesiale sta soffrendo con le persone di tutto il mondo nel mezzo della lotta contro questo invisibile virus. Come Chiesa, in questa situazione, vogliamo proteggere la vita di ognuno”. Aggiungendo l’invito ad essere “persone che si prendono cura non solo di se stessi ma anche degli altri”, ha concluso con un’esortazione: “Poiché siamo in una situazione difficile, vogliamo spezzare le catene della solitudine, sollevarci a vicenda e innalzare la luce della speranza nella società”. Un appello che suona particolarmente importante per la nuova fase di lotta contro il coronavirus che si è aperta per i giapponesi solo qualche giorno dopo.
Ad una sola settimana dalla Pasqua, infatti, il primo ministro Shinzo Abe è stato costretto ad arrendersi di fronte alla realtà dei fatti, alle pressioni dei governatori locali e al giudizio negativo dell’opinione pubblica sulle azioni finora intraprese dal Governo per combattere il diffondersi del Covid-19.

Ha così deciso alle 20 di giovedì 16 aprile di estendere a tutto il territorio nazionale lo stato di emergenza, dichiarato dieci giorni fa per sole 7 Prefetture delle 47 in cui è suddiviso il Giappone.
Nella stessa serata il provvedimento veniva pubblicato in una “edizione straordinaria” della Gazzetta Ufficiale per entrare così immediatamente in vigore.
Giovedì il totale dei contagi, con 570 nuovi casi, aveva superato quota 10mila, inclusi i 712 contagi della Diamond Princess, confermando un preoccupante trend in rapida e costante ascesa che coinvolge aziende, case di cura, ospedali e strutture di assistenza sociale di numerose zone del Paese.Il ministero del Lavoro, della sanità e del welfare già segnalava in un rapporto di fine marzo un aumento significativo di cluster che dai 13 registrati in 8 Prefetture, secondo un report pubblicato a metà marzo, passavano a 26 in 14 Prefetture.
“In sei Prefetture, Hokkaido, Ibaraki, Ishikawa, Gifu, Aichi e Kyoto il virus si è diffuso con la stessa intensità delle sette attualmente in stato di emergenza”, ha spiegato Shinzo Abe, “e anche in altre i cluster si stanno sviluppando in diversi contesti a causa di persone che si spostano soprattutto dalle aree urbane”.

Tale problema rischia di diventare esplosivo con l’avvicinarsi della “Golden week”, uno dei pochi periodi di ferie di cui godono i giapponesi all’inizio di maggio e durante il quale le famiglie sono solite viaggiare per tornare nelle città natali, dai genitori o nei luoghi di villeggiatura.

“Abbiamo deciso di includere tutte le Prefetture nella dichiarazione di stato di emergenza che durerà fino al 6 maggio”, ha precisato Abe.

L’obiettivo del Governo è quello di ridurre il numero dei contatti tra le persone almeno del 70% o dell’80%.

Questa strategia mira a porre fine alla crisi entro un mese e si basa sulle valutazioni di Hiroshi Nishiura, professore dell’Università di Hokkaido specializzato in epidemiologia teorica e membro della task force del Ministero della sanità, del lavoro e del welfare. Secondo il docente, se il contatto tra le persone si ridurrà dell’80%, il numero di contagiati dovrebbe diminuire in 15 giorni e la diffusione delle infezioni si concluderebbe in circa un mese, con il 70%, invece, occorrerebbero due mesi prima che l’infezione si stabilizzi, mentre nel caso di una riduzione del solo 60%, le infezioni continuerebbero a crescere al ritmo attuale.
Una sfida non facile da vincere se si considera che il pacchetto di norme specifiche per combattere la diffusione del Covid-19 varato a marzo, ad integrazione di una preesistente Legge speciale relativa a misure contro le malattie infettive, non prevede la possibilità di sanzioni per i trasgressori dei provvedimenti che i governatori locali prenderanno.
Il primo ministro in una conferenza stampa tenuta il pomeriggio del 17 aprile, stigmatizzando i residenti che non sembrano voler rispettare la richiesta di rimanere a casa, ha dichiarato: “Ci sarà presto un lungo periodo di vacanza, ma è assolutamente necessario evitare che le persone si spostino dalle aree urbane a quelle rurali. Questa è la eventualità che crea maggiore preoccupazione”. Ed ha concluso affermando che “per i prossimi 20 giorni l’intero Giappone sarà unito nella lotta contro questo virus. Faremo l’impossibile e spero che lavoreremo uniti con tutte le Prefetture a livello nazionale”.


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Author:

Claudio Torbinio

Antropologo informatico, Trauma Nurse, memetista, influencer, blogger, editor e ghostwriter. Studio Management Delle Associazioni Sanitarie. Scrivo testi gratuiti per editori online.