Il solco tradizionale delle organizzazioni sanitarie rivoluzionato della Pandemia

Il solco tradizionale delle organizzazioni sanitarie rivoluzionato della Pandemia

Social distancing

Il solco tradizionale delle organizzazioni sanitarie  è stato completamente rivoluzionato con l’arrivo della Pandamia,  purtroppo  è argomento troppo importante per non esplicitare la propria esperienza in termini di organizzazione e riorganizzazione a causa di questo evento che con tutta probabilità si trasformerà in una triste routine per i prossimi anni.

Come tutti i paesi occidentali infatti, Anche l’Italia è stata duramente colpita dalla pandemia di SARS-CoV-2 (A molti sarà sfuggito il fatto che esistono due termini per definire la pandemia, uno è la causa  è uno l’effetto: SARS-CoV-2 e’ il virus, COVID-19 e’ la malatttia che SARS-CoV-2 causa. ndr). 

Il nostro sistema sanitario basato sull’assistenza universale per tutti i cittadini è sotto pressione da settimane.

In risposta,  sistemi organizzativi degli ospedali si sono trovati a dover cambiare rapidamente,  in un rules mix formale e informale.

In Pratica, sono stati creati interi dipartimenti per accogliere i pazienti infetti. Ciò ha portato a una radicale trasformazione dei processi di lavoro all’interno delle strutture ospedaliere.

Durante questo periodo, i centri dedicati al trauma, alla cura dei pazienti oncologici ,alla cura nei pazienti cardiopatici e alla cura dei dializzati, solo per citare alcune delle importanti underline conditions ferali per il covid, hanno dovuto subire una profonda trasformazione per curare i pazienti in modo sicuro e con gli stessi standard. 

La buona notizia è che siamo ampiamente riusciti. 

La notizia stimolante è che la necessità di flessibilità è tutt’altro che finita.

La Pandemia impone una trasformazione radicale

Quando COVID-19 iniziò a crescere in Italia nel marzo 2020, la prima cosa che il nostro ospedale fece fu di Organizzare e  dividere le strutture di accesso al pronto soccorso.

Safe Paths

In sostanza, abbiamo creato percorsi diversi per i pazienti con coronavirus e pazienti afferenti al pronto soccorso per altre patologie. Abbiamo anche dedicato un’intera ala dell’ospedale ai pazienti infetti. Questa riorganizzazione interna è stata effettuata in meno di una settimana. Il successo di questa riorganizzazione a mio modo di vedere è proprio da imputarsi al rules mix  formali/informali  e ad un elevato engagement e coinvolgimento del personale  nella “nuova” mission aziendale.

Con il progredire della pandemia, abbiamo visto una drastica riduzione dell’utilizzo del pronto soccorso, in particolare per i pazienti che avevano subito un trauma (La mia esperienza e conoscenza primaria). 

Nei primi tre mesi del 2019, il nostro centro traumatologico ha curato circa 350 pazienti. Nello stesso periodo del 2020, abbiamo ricevuto solo 190 pazienti.

Il blocco imposto dalle autorità civili in Italia ha portato a uno spostamento nello spettro dei casi di trauma. Da un lato, i cittadini sono rimasti a casa molto di più, il che ha portato a una forte riduzione del trauma a causa di incidenti stradali o incidenti sul lavoro.
D’altra parte, abbiamo rilevato aumenti in diversi altri tipi di lesioni:

  • Gli incidenti domestici
  • Il trauma causato dalla violenza familiare
  • Gli incidenti sui terreni agricoli di proprietà
  • I tentati suicidi

Può sembrare solo un esercizio di stile sterile, o una esposizione di numeri a basso campione. Ma sarà utile una approfondimento nei prossimi mesi o anni per valutare le ricadute psicologiche e sociali di questo mutamento anche nell’ottica della organizzazione.

In risposta al cambiamento dei modelli di infortunio e alle esigenze della pandemia, una parte del nostro personale traumatologico è stata deviata ai dipartimenti COVID Con tutti i problemi che possono derivare dal affrontare una nuova mansione di cui poco si conosce che per cui poco si e’ preparati, il rules mix formale e informale e’ stato di enorme aiuto. 

Infatti siamo stati in grado di mantenere i nostri standard di cura. Inoltre, i nostri elicotteri e ambulanze sono stati in grado di mantenere una presenza di 24 ore sul territorio. 

I tempi di risposta si sono in qualche modo allungati a causa della diversione delle risorse per la pandemia, ma stiamo parlando di una differenza di pochi minuti. 

Durante questo periodo, La riorganizzazione non ha inciso sulla tasso di mortalità che non è aumentato. 

La situazione rimarrà fluida

Mentre l’Italia inizia a riaprire, abbiamo alcuni timori di assistere a una ripresa delle infezioni da coronavirus. Siamo anche preoccupati per i volumi di traumi.

Quasi tre mesi di blocco hanno messo a dura prova la resilienza dei cittadini ed è probabile che la riapertura, anche se graduale, aumenti il ​​livello di lesioni traumatiche. Inoltre, rimaniamo consapevoli del fatto che ogni paziente con trauma che riceviamo potrebbe anche essere infettato da COVID-19.

Nei prossimi giorni e settimane, sarà importante monitorare la quantità di traumi che arriva ogni giorno al nostro ospedale. 

La necessità di rivedere il modello organizzativo in maniera agile

Questa pandemia ha profondamente modificato i modelli sociali e probabilmente cambierà il comportamento di un’intera generazione. Il distanziamento sociale in varie forme probabilmente definirà il comportamento per qualche tempo a venire. Affari, istruzione e molte altre attività dovranno essere profondamente ripensate.

Per questi motivi, anche il nostro approccio alle malattie e ai traumi deve essere completamente riconsiderato. I leader del trauma devono guardare al presente come una situazione dinamica che deve essere attentamente monitorata.

Dobbiamo anche sviluppare strutture agili in grado di rimodellare rapidamente i percorsi di cura in base ai cambiamenti nell’afflusso dei pazienti.

La pandemia non finirà facilmente

Siamo sicuri che la pandemia di coronavirus non si concluderà a breve, e’ più probabile che si trasformi in una forma endemica con cui dovremo convivere per diversi anni,  con ondate stagionali di nuovi malati. Quindi è importante mantenere una struttura organizzativa flottante e dinamica in grado di bilanciare le risorse tra pazienti con trauma, pazienti affetti da altre patologie e pazienti affetti da COVID-19.

A mio avviso, questa è la sfida che deve affrontare il sistema sanitario. 

Nei prossimi mesi e anni, intendiamo rispondere prontamente a questa chiamata di responsabilità.

Claudio Giulio Torbinio

holyghostpro

Antropologo informatico, Trauma Nurse, memetista, influencer, blogger, editor e ghostwriter. Studio Management Delle Associazioni Sanitarie. Scrivo testi gratuiti per editori online.