LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

Obblighi di accountability

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LA LEGGE 106/16 Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale:

(rivedere e semplificare il procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica; definire le informazioni obbligatorie da inserire negli statuti e negli atti costitutivi; prevedere obblighi di trasparenza e di informazione, anche verso i terzi, attraverso forme di pubblicità dei bilanci e degli altri atti fondamentali dell’ente anche mediante la pubblicazione nel suo sito internet istituzionale; prevedere una disciplina per la conservazione del patrimonio degli enti)

d) definire forme e modalità di organizzazione, amministrazione e controllo degli enti ispirate ai princìpi di democrazia, eguaglianza, pari opportunità, partecipazione degli associati e dei lavoratori nonché ai princìpi di efficacia, di efficienza, di trasparenza, di correttezza e di economicità della gestione degli enti, ….
f) individuare criteri che consentano di distinguere, nella tenuta della contabilità e dei rendiconti, la diversa natura delle poste contabili in relazione al perseguimento dell’oggetto sociale … ;
g) disciplinare gli obblighi di controllo interno, di rendicontazione, di trasparenza e d’informazione nei confronti degli associati, dei lavoratori e dei terzi, differenziati anche in ragione della dimensione economica dell’attività svolta e dell’impiego di risorse pubbliche, m) riorganizzare il sistema di registrazione degli enti e di tutti gli atti di gestione rilevanti, …, attraverso la previsione di un Registro unico nazionale del Terzo settore …. 

Decreto Legislativo 117/17 Codice del terzo settore

1. Gli enti del Terzo settore si iscrivono nel registro unico nazionale del Terzo settore ed indicano gli estremi dell’iscrizione negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico.
2. Oltre che nel registro unico nazionale del Terzo settore, gli enti del Terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese.
3. Per le imprese sociali, l’iscrizione nell’apposita sezione del registro delle imprese soddisfa il requisito dell’iscrizione nel registro unico nazionale del Terzo settore

Decreto Legislativo 112/17 Revisione della disciplina in materia di impresa sociale

Art. 9. Scritture contabili
1. L’impresa sociale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari in conformità alle disposizioni del codice civile applicabili, e deve redigere e depositare presso il registro delle imprese il bilancio di esercizio redatto, a seconda dei casi, ai sensi degli articoli 2423 e seguenti, 2435 – bis o 2435 -ter del codice civile, in quanto compatibili. 

2. L’impresa sociale deve, inoltre, depositare presso il registro delle imprese e pubblicare nel proprio sito internet il bilancio sociale redatto secondo linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Consiglio nazionale del Terzo settore di cui all’articolo 5, comma 1, lettera g) , della legge 6 giugno 2016, n. 106, e tenendo conto, tra gli altri elementi, della natura dell’attività esercitata e delle dimensioni dell’impresa sociale, anche ai fini della valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte. 

La nuova riforma che DEFINISCE più chiaramente i margini del terzo settore: 

  • un unico registro nazionale, 
  • un Codice, 
  • chiarezza sulla disciplina fiscale 
  • nascita di un Consiglio Nazionale del Terzo Settore.  

Tutto il Terzo Settore attraverserà nei prossimi mesi una fase rivoluzionaria e interessante che vedrà la realizzazione di un quadro normativo di sistema, per unificare le norme che negli ultimi trent’anni hanno regolato – poco coerentemente – le organizzazioni del terzo settore.
Quello che più emerge è una decisa enfasi sull’accountability del settore, con numerosi riferimenti ai temi della rendicontazione sociale, della valutazione e della trasparenza.

L’ultimo passaggio avvenuto nell’iter normativo è stato il 22 maggio 2017, ma la legge delega ne parlava in particolare dall’art. 7. Qui di seguito i punti principali:

  • Obbligo di redazione del bilancio (lo stato patrimoniale – il conto economico – la nota integrativa – il rendiconto finanziario) per tutti gli enti del Terzo settore (ETS); Sotto i 220.000 euro all’anno di ricavi o rendite l’obbligo è assolto anche con rendiconto di cassa;
  • Gli Enti con ricavi o rendite superiori a 1 milione di euro hanno l’obbligo di redigere il bilancio sociale, di pubblicarlo sul proprio sito e di depositarlo presso il Registro Unico;
  • Gli schemi di bilancio e di bilancio sociale da utilizzare sono definiti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
  • Gli Enti con entrate o ricavi superiori di 50.000 euro hanno l’obbligo di pubblicazione degli emolumenti dei componenti del CDA (Consiglio di Amministrazione), dei dirigenti o degli associati. 

Nelle organizzazioni non profit lo stipendio del dipendente più pagato non potrà essere più di sei volte superiore a quello del dipendente meno pagato; verranno inoltre imposti dei limiti alle retribuzioni degli amministratori. 

Sarà obbligatorio pubblicare sul sito internet una serie di informazioni a partire dal bilancio sociale fino ai compresi delle posizioni direttive.
Chi riceve il 5×1000 dovrà inviare ogni anno all’Agenzia delle Entrate un rendiconto su come sono stati utilizzati i soldi e pubblicare sul sito le somme ricevute e il rendiconto medesimo.

Non profit accountability

  • Le aziende non profit devono continuamente dimostrare le proprie azioni alla società, allo scopo di acquisire legittimità e rilevanza, consenso, tutela e riconoscimento circa le risorse affidategli 
  • sono chiamate a dimostrare attenzione verso tutti gli stakeholder
  • gestione e la comunicazione dell’impatto delle attività svolte sia sotto il profilo economico-finanziario che socioambientaleTRIPLE BOTTOM LINE

STORIA E ORIGINI

1990 USA scandali di corruzione e spreco di risorse economiche. 

❑ le anp godevano del privilegio dell’esenzione dalle tasse e della deducibilità dei contributi che ricevevano;
❑ alle anp era chiesto di dare conto delle risorse che altrimenti sarebbero andate nel “public treasury”

DEFINIZIONI DI accountability

“il processo tramite il quale gli attori di un’organizzazione si rendono responsabili delle proprie azioni”

“i mezzi con cui gli individui e le organizzazioni riferiscono ad un’autorità riconosciuta (o più autorità) e sono ritenuti responsabili delle proprie azioni”

“il potere di richiedere a qualcuno di impegnarsi nel giustificare il proprio comportamento e/o il potere di imporre una penalità per prestazioni scadenti”

TRE ASPETTI

  • la prospettiva esterna, in quanto il dar conto è verso soggetti esterni
  • l’interazione e lo scambio tra una parte che cerca risposte in merito a un determinato comportamento e a determinate azioni e l’altra che risponde (e, se del caso, accetta sanzioni);
  • l’esistenza di un’autorità che riesce a far valere i propri diritti su coloro che sono ritenute responsabili

DEFINIZIONE DI accountability COMPLETA

“I mezzi attraverso i quali individui e organizzazioni sono tenuti esternamente a rendere conto delle loro azioni, e come mezzi con cui si assumono la responsabilità interna, al fine di modellare e scrutare continuamente missione, obiettivi e prestazioni ”.

TRASPARENZA>>>RESPONSABILITA’>>>CONFORMITA’>>> SANZIONI

DESTINATARI  GLI STAKEHOLDER
importanza di dialogo con gli stakeholder (stakeholder engagement)

TIPOLOGIE accountability

La prospettiva interna (STAKEHOLDER INTERNI – CONTROLLER)
pone l’accento sulla responsabilità del management aziendale di dimostrare il perseguimento della mission e degli obiettivi dell’organizzazione, il raggiungimento di determinati livelli di performance e le decisioni in merito all’impiego delle risorse

La prospettiva esterna  (STAKEHOLDER ESTERNI – CONTROLLER)
l’accountability è vista come responsabilità di “dare conto” delle proprie azioni a tutti gli stakeholder, mediante informazioni che consentano un controllo da parte di tutti i portatori di interesse, esterni all’azienda, delle modalità di gestione dell’organizzazione, improntate a criteri di trasparenza e dirette al perseguimento della mission istituzionale

l’upward accountability – to patrons (VERSO LE RISORSE)
(quindi, accountability verso l’alto) come accountability verso i donatori, gli amministratori fiduciari e le autorità di regolamentazione del governo

la downward accountability – weak (VERSO GLI OPERATORI e BENEFICIARI)
(cioè accountability verso il basso) come accountability verso i beneficiari, il personale e gli associati (nel caso di organizzazioni di natura associativa)

l’accountability obbligatoria
che si riscontra quando precise disposizioni legislative impongono determinate forme di comunicazione; 

l’accountability volontaria,
che, contrariamente, nasce dalla volontà dell’organizzazione, la quale in via autonoma e volontaria predispone determinati supporti informativi da comunicare ai propri stakeholder
RENDICONTAZIONE ECONOMICA Aziende non profit

I documenti di bilancio:
1) Stato Patrimoniale
2) Rendiconto gestionale
3) Nota integrativa
4) Relazione di missione

Lo schema di Stato Patrimoniale individuato per gli enti non profit va redatto secondo quanto previsto per le società dall’art. 2424 del codice civile, con alcune modifiche e aggiustamenti che tengano conto delle peculiarità che contraddistinguono la struttura del patrimonio degli enti non profit

Rendiconto Gestionale 

Il Rendiconto Gestionale a proventi/ricavi e costi/oneri informa sulle modalità con le quali le risorse sono state acquisite ed impiegate nel periodo, con riferimento alle cosiddette “aree gestionali”.
Le aree gestionali degli enti non profit :
Attività tipica o di istituto
• Attività promozionale e di raccolta fondi
• Attività accessoria
• Attività di gestione finanziaria
• Attività di supporto generale

Rendiconto finanziario per pura cassa (ETS con entrate < 220.000 euro)

Fondi finanziari di inizio periodo 

Entrate da attività tipiche (uscite da attività tipiche)
Entrate da raccolta fondi (uscite da attività promozionali e raccolta fondi)
Entrate da attività accessorie (uscite da attività accessorie)
Entrate finanziarie (uscite finanziarie)
Entrate straordinarie (uscite di natura straordinaria)
Altre entrate (uscite per attività di supporto generale)
(altre uscite)


Totale entrate
Avanzo di gestione (o disavanzo)
Fondi finanziari di fine periodo

Nota integrativa (spiegazione delle voci inserite nei prospetti) criterio economico finanziario

La Relazione di missione è il documento che accompagna il bilancio in cui gli Amministratori espongono e commentano le attività svolte nell’esercizio, oltreché le prospettive sociali.

La Relazione deve fornire informazioni rispetto a tre ambiti principali:

❑  Missione e Identità dell’ente;
❑  Attività istituzionali, colte al perseguimento della Missione;
❑ Attività “Strumentali” rispetto al perseguimento della Missione Istituzionale (attività di raccolta fondi e di promozione istituzionale)

Con riferimento alla MISSIONE dovrebbe evidenziare:
❑  Le finalità istituzionali
❑ Il sistema dei valori e di principi che qualifica le finalità e orienta le scelte strategiche e i comportamenti dei membri
❑  Le principali attività attraverso il quali intende perseguire le finalità istituzionali
❑ Gli stakeholder
❑ L’ambito territoriale di riferimento dell’ente
❑ Le caratteristiche distintive dell’ente rispetto ad altri che svolgono attività similari

Con riferimento alla IDENTITA’ dovrebbe evidenziare informazioni su:
❑ La compagine sociale (consistenza e composizione)
❑ Il sistema di governo e controllo ( articolazione, responsabilità e composizione degli organi e le regole di funzionamento)
❑ Risorse umane precisando consistenza e composizione in relazione alle diverse tipologie (personale retribuito, volontari, ecc.)

Con riferimento alle ATTIVITA’ ISTITUZIONALI :
❑ Articolazione per MACRO- AREE DI INTERVENTO
❑ Analisi che metta in evidenza: Efficacia; Efficienza; coerenza con gli impegni assunti.Con riferimento alle ATTIVITA’ “STRUMENTALI”dovrebbe evidenziare:
❑ La loro capacità di sostenere il perseguimento della missione
❑ La loro efficienza
❑ La coerenza con la missione, i valori e i principi dichiarati
❑ Indicare i costi sostenuti, rapportandoli all’ammontare della raccolta
❑ Informazioni sulla coerenza tra l’utilizzo dei fondi raccolti e le dichiarazioni contenute nei messaggi di raccolta fondi.

Claudio Torbinio

Antropologo informatico, Trauma Nurse, memetista, influencer, blogger, editor e ghostwriter. Studio Management Delle Associazioni Sanitarie. Scrivo testi gratuiti per editori online.