politically correct, una indeterminatezza attraente ed estetica

politically correct, una indeterminatezza attraente ed estetica

In foto la copertina dell’album Frankenkrist, mio personale, lo conservo da anni. Autore H.R. Giger (creatore di Alien)

Ho fatto colazione qualche anno fa con una artista Colombiana residente in Terra Friulana. 

Mi fece notare una cosa che dovrebbe farci riflettere, l’Occidente e’ soggetto alla dittatura del politicamente corretto.

La politica come l’arte di provare a dimostrare che due più due possono essere la somma di qualsiasi numero purché non siano quattro, che è ciò per cui la matematica prevedibile è noiosa per i piu’.

Se chiedessimo a un numero considerevole di persone, senza alcuna condizione preliminare, cosa sia politicamente corretto, quasi nessuno riuscirebbe a definirlo in situazioni concrete.

Tuttavia, quasi tutti noi abbiamo in mente in modo più o meno diffuso, cosa significa:

giustificare senza sapere perché, certe affermazioni, comportamenti o decisioni che soppiantano ciò che dovrebbe essere logicamente, con ciò che sembra conveniente in questo momento

Il politicamente corretto viene presentato come un alone di indeterminatezza estremamente attraente ed estetico ma senza sapere a cosa serva veramente.

Ciò che è politicamente corretto credo sia il risultato di tre estremi. 

Il primo, la tendenza a sostituire la verità profonda con sostituti pratici temporanei che si rivelano pane per l’oggi e fame per il domani. Soppiantare il vero per ciò che sembra utile da un punto di vista partigiano pur sapendo che non suppone una vera soluzione. Qualcosa come dipingere un muro crepato con colori piacevoli alla vista.

Il secondo risiede in una palese mancanza di interesse da parte della cittadinanza a chiedere soluzioni veritiere, a sua volta conseguenza della conoscenza. Il politically correct serve a nuotare sulla superficie dei problemi reali che richiedono un’immersione profonda e che tuttavia non sono politicamente redditizi perché pochissimi apprezzano la necessità di farlo. Il politicamente corretto risponde a un gioco davvero ingegnoso in cui nessuno sembra essere insoddisfatto perché nessuno sembra perdere.

E come terzo estremo, il politicamente corretto si riferisce a una piacevole percezione subliminale contraria alla ragione.

un altro errore

che ha ripercussioni in scenari al di là della politica…

Claudio Torbinio

Antropologo informatico, Trauma Nurse, memetista, influencer, blogger, editor e ghostwriter. Studio Management Delle Associazioni Sanitarie. Scrivo testi gratuiti per editori online.